Storytelling? Anche nel pubblico

Anche nel mondo della scuola pubblica, o ente pubblico in generale, è fondamentale, soprattutto oggi, l’adozione di quelle competenze del digital management ormai adeguatamente diffuse e recepite nel mondo d’impresa.
Ne va della e-reputation della scuola fino ad influire negativamente, come effetto finale, sul numero delle iscrizioni che poi, in sostanza, determinano il successo della scuola o ente pubblico stesso.

In un anno intero, una scuola, di attività ne fa, e non poche, pur in molti casi rimanendo limitate ad un audience assolutamente ridotto e circoscritto ai soli stakeholder: dirigenti, insegnanti, genitori, fornitori e personale impiegato.
Questo è utile ma non basta.

I nuovi iscritti si generano sì dal vox populi ma molti cittadini fanno le loro valutazioni on line. Guardano sitiweb, bacheche dei social network e, ove correttamente espresso, seguendo lo storytelling delle scuole.
In molti casi si sceglie dove iscrivere i propri figli in base alla e-reputation della scuola prima ancora di essere in grado di valutare ed esprimere autonomamente la qualità della didattica e dei servizi erogati.

Lo storytelling, che può sembrare una parola semplice, viene in italiano tradotta, da un certo mondo web, in una sorta di “cronologia di eventi”.

Ecco che lo storytelling di una scuola diventa un “oggi abbiamo fatto questo, domani faremo quest’altro e dopodomani ci saranno i consigli.
Nessuno saprà mai dei sacrifici che fanno i docenti per essere presenti ai consigli quando lavorano per più scuole contemporaneamente con i cosiddetti “spezzoni”, ne tantomeno qualcuno saprà mai degli sforzi che fa un DS, attualmente Dirigente Scolastico e ai tempi miei detto Preside, o un DSGA, ex segretaria/o, attualmente Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi.

Io ho una vision: una scuola digitale con le procedure digitali, con la comunicazione verso l’esterno anche digitale e con il coinvolgimento non solo degli stakeholder ma anche di tutti quei potenziali genitori che domani dovranno decidere dove iscrivere i propri figli a scuola: non ad una scuola qualsiasi ma proprio a quella determinata scuola.

Non è da soli che si comunica con l’esterno ma all’unisono.
Non sono fatti ed eventi che vanno divulgati ma una storia che va raccontata. Va raccontata la storia della scuola, delle classi e dei docenti, di tutto ciò che si attiva per rendere la scuola più efficiente ed efficace per le generazioni del futuro.

Lo storytelling è proprio questo, un libro da leggere, un insieme di racconti che hanno della cronologia solo il filo logico conduttore.
Anche nella scuola ci vogliono i cantastorie di una volta, in grado di generare empatia con un appropriato schema narrativo, in grado di catturare l’attenzione del pubblico, creare web community, fidelizzare e riconoscere dei brand ambassador. Anche la scuola ha un suo brand e non solo sulla carta intestata 😉

Gli ambiti del PNSD da tenere sott’occhio e nei quali è necessario credere ed agire per dare una svolta alla scuola sono :

COMPETENZE E CONTENUTI​
Curricoli innovativi e competenze digitali, metodologie didattiche innovative, STEM, imprenditorialità digitale, contenuti digitali, biblioteche innovative


ACCOMPAGNAMENTO 
Formazione del personale scolastico, animatori digitali, team per l’innovazione, protocolli, buone pratiche

Il ruolo di storyteller va provato di tanto in tanto e nel frattempo.

BUONA SCUOLA anche a te.

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